Pignoramento

Il pignoramento è un atto di espropriazione forzata messo in essere dal creditore al fine di soddisfare il proprio diritto al credito. A tal fine vengono vincolati i beni del debitore.

1) Per un atto di pignoramento è necessario un titolo esecutivo (effetto cambiario o protesto) o un atto di precetto.

2) Dopo che al debitore viene notificato il titolo esecutivo e l’atto di precetto, viene notificato dall’Ufficiale giudiziario l’atto di pignoramento, nel quale viene altresì intimato al debitore di non sottrarre i beni pignorati necessari alla garanzia del debito, art 492 c. p.c. al comma 1.

3) L’atto di pignoramento produce: a) l’indisponibilità dei beni pignorati da parte di altri creditori b) l’alienazione di tali beni da parte del debitore.

4) Il pignoramento non è più efficace quando non siano state chieste la vendita o il possesso entro quarantacinque giorni dal suo compimento.

5) I costi dell’atto di pignoramento sono variabili in funzione del valore del bene, immobiliare o mobiliare che sia, e regolati da opportune tabelle che comprendono: scritture, invio comunicazioni postali, spese di registrazione, marca da bollo (art 30 dpr 115/2022), diritti, spese di notifica, onorari professionali e spese generali (12,50% su diritti e onorari).

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6) I pignoramenti possono essere immobiliari e mobiliari. Per inciso, il pignoramento mobiliare fa riferimento esclusivamente a beni cosiddetti mobili, come quadri, auto, gioielli, mobili.

7) Il creditore, per evitare l’annullamento dell’atto di pignoramento, deve far pervenire al debitore un titolo esecutivo che confermi il proprio credito. Il titolo esecutivo può essere Giudiziale, dunque la messa in atto di una sentenza a seguito di una causa processuale, nella quale pertanto il giudice ingiungerà al debitore, attraverso un decreto ingiuntivo, il pagamento di quanto dovuto, oppure stragiudiziale, ovvero la messa all’incasso di una cambiale o un assegno bancario/postale.

8) Il creditore notifica un atto di precetto al debitore, in cui esige il pagamento della somma dovuta entro 10 giorni dalla notifica, trascorsi i quali potrà, nei 90 giorni successivi procedere al pignoramento, art 481 del c.p.c.

9) L’atto di pignoramento viene espletato attraverso l’Ufficiale Giudiziario e non attraverso il creditore come nel caso dell’atto di precetto. Dopo che viene notificato atto di precetto e titolo esecutivo al debitore, l’Ufficiale Giudiziario indica i beni pignorabili al debitore e il loro valore. Comunica inoltre l’impossibilità di sottrarre o alienare i beni a garanzia del pignoramento. E’ possibile concordare con il giudice competente il pagamento di una somma in denaro comprensiva di costi e interessi per bloccare l’esecuzione del pignoramento. Talvolta è possibile concordare somme inferiori come sancito da art 495 c.p.c.

10) L’Ufficiale Giudiziario ha possibilità di chiedere al giudice l’accesso a banche dati telematiche e no, per la ricerca dei beni pignorabili del debitore. L’Ufficiale Giudiziario può proporre al debitore la nomina di un dottore Commercialista o un avvocato per individuazione dei beni pignorabili e il relativo esame contabile.

11) L’atto di pignoramento deve contenere: indicazione del credito, la citazione del debitore a comparire davanti al giudice di competenza.

12) Un aspetto del pignoramento riguarda le procedure di esecuzione nei confronti di beni non direttamente in possesso del debitore come pignoramento dello stipendio o della pensione, pignoramento del conto corrente. In caso di pignoramento verso terzi, l’atto di pignoramento nei confronti del debitore dovrà essere notificato anche alla persona o istituzione che detiene il reddito (datore di lavoro, demanio, banche), che dovrà rendere dichiarazione al creditore, art 547 del c.p.c., entro 10 giorni dal ricevimento della notifica.

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